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Sono nato a Bologna nel 1979 e fino a pochi anni fa la fotografia era solo lo strumento per portare a casa un "pezzo di storia" che i libri non erano in grado di raccontare; i miei  soggetti infatti erano prevalentemente modelli navali di epoca napoleonica ubicati in musei sparsi per il mondo. Il mio intento era quello di catalogarli e documentarne ogni dettaglio per poterli poi studiare, ridisegnare e, solo successivamente, costruirne il modello. Lo studio dell’architettura navale  antica tuttora è, e rimane, uno dei mie più grandi interessi. La difficoltà di realizzare buoni scatti anche in pessime condizioni di luce, come quelle che si incontrano spesso all'interno dei musei, ha reso necessario sempre di più un miglioramento della mia tecnica fotografica. In questo modo ha preso avvio il mio cammino di apprendimento e di scoperta.

La mia vera passione in questo campo si è rivelata essere la fotografia naturalistica, che impone la conoscenza dell'ambiente naturale in cui si opera e quella delle abitudini della fauna che lo abita. La pazienza, una dote che per fortuna non mi manca, è determinante in molte situazioni, perché per ottenere uno scatto interessante occorre non influenzare in alcun modo l'ambiente circostante. Nella caccia fotografica è altrettanto importante, tramite lunghi appostamenti, catturare storie di vita quotidiana degli animali, dalla nascita all'accoppiamento, dalle lotte intestine ai combattimenti  con altri esemplari sino, a volte, all' inevitabilità della morte.

Al fine di ampliare le mie conoscenze, mosso dall'irrequietudine della ricerca, da qualche tempo mi sto dedicando alla fotografia antropologica, realizzando reportage con l’intento di fornire una lettura diretta, autentica e fedele degli usi e delle abitudini culturali, sociali e scientifiche dei popoli e delle comunità che ho il privilegio di incontrare. Cerco quindi ogni volta di realizzare una sorta di fermo immagine sui costumi e sui dettagli della quotidianità dell'uomo.

Dal mio primo viaggio naturalistico oltre confine, per fotografare il falco pescatore nel deserto egiziano, ha preso avvio il mio impaziente itinerare che mi ha portato dalle valli della Camargue alle savane africane del Kenya e della Tanzania, passando  dagli orsi bruni della Kamchatka sino ai templi taoisti delle foreste tailandesi e dal misterioso Mah Shivaratri nelle pendici dell' Himalaia, alle profondità insondabili dell'India sacra. 

Tutto ciò che mi circonda, dagli oggetti inanimati agli esseri straordinariamente vivi, dai paesaggi statici a quelli dinamici, dalla natura più gentile a quella più impervia è per me fonte inesauribile di conoscenza e di stimoli che si rinnovano continuamente e sorprendentemente…

…e l'avventura continua.